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Alla legge sulla cefalea primaria cronica mancava l’ultimo passaggio per raggiungere il traguardo della sua piena applicazione. Su piatto ci sono in totale 10 milioni di euro necessari alla Regioni per mettere in atto le azioni per la sperimentazione di metodi innovativi di presa in carico di quanti colpiti da cefalea primaria cronica, “accertata da almeno un anno con diagnosi effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee che ne attesti l’effetto invalidante”. A indicare le coordinate da seguire per garantire in tutto il paese l’omogeneità e l’efficacia delle cure e la messa a terra dei progetti sperimentali, sono le linee di indirizzo, contenute nel decreto del Ministero della Salute. I progetti regionali dovranno avere durata biennale, quindi 2023 e 2024, ed essere approvati dalle Giunte Regionali entro e non oltre la fine del 2023 e presentati alla Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute. Al termine del periodo di sperimentazione le regioni dovranno tirare le somme e presentare entro il 31 gennaio del 2025 una relazione finale dei risultati raggiunti che saranno valutati dal Ministero.

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