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Le difficoltà di accesso alle strutture ospedaliere registrate nelle varie ondate pandemiche hanno generato ritardi nella diagnosi e nell’assistenza anche in ambito cardiovascolare. È stato dimostrato che i pazienti guariti dal Covid hanno il 52% di probabilità in più di ictus. E il pericolo di scompenso cardiaco aumenta del 72%. È uno scenario che impone non solo di recuperare quanto prima i ritardi accumulati garantendo le cure con la massima priorità, ma anche di operare una rifocalizzazione dello stato della gestione dello scompenso cardiaco in Italia.